Bartolomeo Viganego, in arte Nelson Le Follet

Fervono i preparativi per la relazione sul dimenticato illusionista genovese Nelson Le Follet. Di lui parleranno Carlo Alfredo Clerici e Stefania Acerra al 2° Convegno Italiano di Storia della Magia che si terrà a Livorno il 3 novembre 2018. Nelson le Follet, nome d'arte di Bartolomeo Viganego (San Fruttuoso, 14 maggio 1869 – Chiavari, 20 settembre 1943), è stato un illusionista, trasformista e acrobata italiano che ebbe successo in tutta Europa e in Sudamerica durante la Belle Epoque. A lui è dedicata una voce di Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Nelson_le_Follet.
Per informazioni sul convegno vedi il link https://www.prestigiazione.it/wp/tag/convegno-italiano-di-storia-della-m...

Come suo antenato, sto da tempo lavorando, con Stefania Acerra, alla bibliografia di Nelson Le Follet, ormai molto avanzata e ricca di dati storici.
Su di lui è disponibile su Youtube anche un documentario realizzato da Alessandro Trapuzzano

In breve qualche notizia su di lui.
Da giovane era stato atleta della Società Ginnastica Cristoforo Colombo, dedicandosi in seguito, con il nome di "Diavolo Rosso", ai giochi acrobatici in alcuni famosi circhi dell'epoca, tra cui il Circo Parish. Il passato di ginnasta di Viganego gli permise di esibirsi in particolare come antipodista, esperto dell'arte circense del giocolare oggetti con i piedi, restando sdraiato sulla schiena e tenendo le gambe sollevate più o meno verticalmente. Si dedicò in seguito agli spettacoli di pantomima, al trasformismo e all'illusionismo nei teatri italiani (fra cui il Malibran di Venezia, francesi e spagnoli con la sua compagnia "Troupe Nelson" .
Nel 1898-99 utilizzò nei suoi spettacoli in Italia un apparecchio di proiezione prodotto dai fratelli Auguste e Louis Lumière.
All'inizio del secolo tenne le sue esibizioni prevalentemente nei teatri con il nome d'arte di Nelson Viganego, Nelson Le Follet o Nelson Follet e qualche volta nella versione italiana di "Nelson Folletto". Dopo l'esperienza circense, un altro luogo ideale per gli spettacoli di Nelson fu il caffe-concerto sul modello parigino. Nell'aprile 1902 mise in scena al Teatro Umberto I di Napoli lo spettacolo dal titolo Arizof, descritto dai giornali dell'epoca come “azione coreografica fantastica spettacolosa di Nelson Follet (prosa, musica e ballo)”. Prima ballerina era Elvira Valentini.
Tenne in seguito spettacoli in Francia (fra cui all'Olympia di Parigi), Spagna, Belgio, Polonia, Estonia e Brasile, rimanendo in attività fino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale.
Negli anni del primo dopoguerra lavorò come impresario teatrale avendo sede a Genova.
Di Nelson Le Follet rimangono solo poche immagini in locandine teatrali. L'unica fotografia esistente, dei primi del Novecento, mostra un affascinante Enrico, abbigliato con un cappotto di lontra con revert di castoro e un cappello a cilindro.