Storia di una misteriosa costruzione realizzata dall'Organizzazione Todt in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, vicino agli aeroporti di Ghedi e Montichiari. E' stata ritenuta da alcuni per anni una base di lancio per armi V1 tedesche. La sua esatta natura è ancora sconosciuta. Per aprofondimenti vedi l'articolo: Una costruzione misteriosa. Di Carlo Alfredo Clerici e Francesco Cappelletto pubblicata sulla rivista Uniformi e Armi nel giugno 2000 a pag. 32 - 35. Per approfondimenti: http://www.scribd.com/doc/13382762/Presumed-Launching-Base-for-V1-in-Ita...
Sperimentazioni Video
La seconda torretta di carro armato della Seconda Guerra Mondiale nell'ex polveriera di Alice Castell Dal sito http://www.carloclerici.com
Già descritte nellarticolo "Due torrette misteriose" su Uniformi e Armi, settembre 2001, (pag. 58-9) di Carlo Alfredo Clerici, Francesco Capelletto e Daniele Guglielmi.
Si trattava di postazioni costituite dalla torretta e dalla parte anteriore della sovrastruttura di carri M 15/42 poste sopra a piccoli rifugi in cemento, posizionate durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana a difesa di una polveriera. La zona militare è stata dimessa da alcuni anni e l'unica delle due torrette rimasta meriterebbe di essere preservata a futura memoria.
La Linea Gotica si connetteva con le difese costiere del Vallo LIgure nei pressi di Carrara all'altezza della Fossa Maestra, al bordo della piana di Luni. A questa linea di difesa appartiene un muro anticarro (noto anche come il Muraglione), posto in via Fivizzano, sullargine sinistro del torrente Parmignola, nei pressi del porto carrarese. E' una struttura in cemento armato lunga alcune centinaia di metri, edificata dall'organizzazione Todt nel 1944 (per maggiori dettagli sulla Todt in Italia vedi: http://www.scribd.com/doc/16190827/Organizzazione-Todt-in-Italia ). VIdeo di Carlo Alfredo Clerici, dal sito www.carloclerici.com .
Visita al sommergibile USS Growler (SSG-577) presso l'Intrepid Sea, Air and Space Museum, New York. Video in HD di Carlo Alfredo Clerici e Stefano Scagnelli. Dal sito http://www.carloclerici.com
Video realizzato per provare una telecamera in HD. Nelle immagini il traliccio sotto il quale venne ritrovato il cadavere di Giangiacomo Feltrinelli, a Segrate (Mi).
Il video della visita ai resti di una batteria costiera tedesca della Seconda Guerra Mondiale a Chiavari, in provincia di Genova, nei pressi del Santuario di N.S. delle Grazie. L'opera apparteneva al cosiddetto "Vallo Ligure", linea fortificata edificata dall'Organizzazione Todt nel 1944 per contrastare un previsto sbarco anglo-americano in Liguria.
Maestosa fortificazione in Val d'Aosta. Alcune informazioni sul forte da Wikipedia: "Raso al suolo per ordine di Napoleone Bonaparte, indispettito dalla strenua resistenza dei soldati sabaudi. Dovevano passare trent'anni perché Carlo Felice di Savoia, timoroso di nuove aggressioni da parte francese, affidasse nel 1830 il compito di redigere un progetto di ricostruzione all'ingegnere militare Francesco Antonio Olivero. I lavori di riedificazione si protrassero per otto anni consentendo la realizzazione di diversi corpi di fabbrica disposti su piani differenti: poste più in basso, su due distinti livelli e ideate a forma di tenaglia, l'Opera Ferdinando e l'Opera Mortai; nella parte centrale, l'Opera Vittorio; più in alto, l'Opera Gola e l'Opera Carlo Alberto.
I soldati che potevano essere ospitati nelle 283 stanze del forte erano 416 (il doppio nel caso di utilizzo di giacigli a terra).
Il tutto prevedeva inoltre la costruzione di 176 locali di servizio affacciati su un vasto cortile interno che doveva funzionare da piazza d'armi. Il sistema di strutture autonome e dotate di casematte a protezione garantiva una difesa reciproca in caso di attacco.
Video di Carlo Alfredo Clerici.
Torrette di carri armati della Seconda Guerra Mondiale nell'ex polveriera di Alice Castello, vicino al Lago di Viverone (Vercelli). Preziose testimonianze storiche da preservare. Dal sito http://www.carloclerici.com
Già descritte nellarticolo Due torrette misteriose su Uniformi e Armi, settembre 2001, (pag. 58-9) di Carlo Alfredo Clerici, Francesco Capelletto e Daniele Guglielmi.
Si tratta di postazioni costituite dalla torretta e dalla parte anteriore della sovrastruttura di carri M 15/42 poste sopra a piccoli rifugi in cemento, posizionate durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana a difesa di una polveriera. Le due mitragliatrici abbinate Breda 38 da 8 mm dello scafo sono state spostate sulla scudatura della torretta, al posto del cannone da 47/40 con Breda 38 coassiale; una piastra di acciaio chiude l'apertura venutasi a creare sulla casamatta. L'accesso alla casamatta è possibile attraverso il portello laterale e quello sopra la torretta. L'abolizione del cannone e la particolare collocazione delle due torrette dimostra che si tratta di installazioni per la difesa contro i partigiani, molto attivi nella zona nel periodo; l'equipaggio è ridotto a due uomini. Le due torrette erano circondate da reticolati. La zona militare è stata dimessa da alcuni anni e queste strutture in un progetto di riqualificazione dellarea meriterebbero di essere preservate a futura memoria.
Impiegato sulla riva del basso Piave nelle vicinanze di Fossalta di Piave come assistente di trincea, durante la notte tra l'8 e il 9 luglio 1918, fu colpito alla gamba destra dai proiettili di una mitragliatrice che gli penetrarono nel piede e in una rotula.
Il 15 luglio fu finalmente trasportato su un treno-ospedale e il 17 luglio venne consegnato all'Ospedale della Croce Rossa americana a Milano dove fu operato. All'ospedale, dove rimase tre mesi, si innamorò, ricambiato, di una infermiera statunitense di origine tedesca, Agnes von Kurowski, che però non manterrà la promessa di sposarlo. Dimesso dall'ospedale e decorato con la Croce al merito di guerra americana e con la Medaglia d'argento al Valor Militare italiana, ritornò al fronte a Bassano del Grappa; smobilitato il 21 gennaio del 1919, fece ritorno a Oak Park accolto come un eroe.
Nel centro storico di Milano, vicino al palazzo della Borsa, esistono ancora tracce dei bombardamenti subiti dalla città mediante gli spezzoni incendiari nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
Monumento alla partigiana Clelia Corradini fucilata nel 1944 presso il bastione San Giovanni di Vado Ligure (Savona). Video di Carlo Alfredo Clerici e Cesare Albasi.
Nel video, dal sito http://www.carloclerici.com alcune fortificazioni tedesche antisbarco realizzate in Liguria durante la seconda Guerra Mondiale, ancora visibili lungo la passeggiata a mare di Recco. Con l'8 settembre 1943 le truppe germaniche prendono, anche in Liguria, il controllo della situazione militare. La necessità di un efficace sistema antisbarco diviene, per i tedeschi, assolutamente vitale; uno sbarco nel golfo di Genova o in altre aree della Liguria permetterebbe agli Alleati di irrompere nella pianura padana, tagliando fuori le divisioni germaniche nel resto della Penisola.
I lavori di costruzione sono eseguiti dall'Organizzazione Todt seguendo un copione già sperimentato in Francia durante la costruzione del Vallo Atlantico. I lavori più vistosi si svolgono sulle spiagge ad opera dell'organizzazione Todt.
E' eretto un sistema di ostacoli anticarro, coperti dal tiro di fiancheggiamento di mitragliatrici e cannoni in casamatta. Ad integrare questo sistema vi sono casematte per cannoni anticarro e per pezzi d'artiglieria destinati a colpire i mezzi da sbarco.
La fortificazione, concepita dagli italiani come una successione di piccoli capisaldi, diviene così una vera e propria linea difensiva continua.
La propaganda battezza questo sistema difensivo "il Vallo Ligure".
Questa linea si estende dal confine italo-francese fino all'estremità occidentale della Linea Gotica nella zona di Rosignano (a sud di Livorno).
Da un rapporto tedesco sull'andamento dei lavori difensivi nell'Italia settentrionale, datato 15 aprile 1944 risulta un interessante quadro della situazione. Sono al lavoro 35.000 operai italiani e 7.000 uomini dell'Organizzazione Todt, impegnati nella costruzione di 8.000 "opere campali", alcune delle quali realizzate in con l'impiego di cemento, di 200 "fortificazioni" (probabilmente opere di grandi dimensioni). Soprattutto nelle pianure costiere toscane sono scavati circa 70 km. di fossati anticarro, utilizzati più di 200 Km. di filo spinato e posate più di 85.000 mine.
Per approfondimenti:
Clerici, Carlo Alfredo Clerici. Le difese costiere italiane nelle due guerre mondiali. Parma: Albertelli Edizioni Speciali, 1996.
Carlo Alfredo Clerici and Eugenio Vajna de Pava, Athanassios Migos. Coastal defences of Genoa during the Second World War. Fort, volume 23, 1995. pp. 111 - 125.
Carlo Alfredo Clerici. La difesa costiera in Italia. Uniformi ed Armi n°25, febbraio 1993.
Carlo Alfredo Clerici. La difesa costiera del Golfo di Genova. Uniformi & Armi, settembre 1994, pp. 35 - 41.
Visita alla batteria costiera del monte di Portofino
Realizzazione http://www.carloclerici.com
A metà degli anni Trenta fu installata la 202° batteria costiera del Regio Esercito, con azione al largo, a protezione della parte orientale del golfo di Genova.
Proprio questa fortificazione sarà la meta della nostra escursione. Si tratta infatti dell'opera meglio conservata della zona ed è una meta ideale anche per chi vuole anche semplicemente ammirare un magnifico panorama.
Giunti con l'autostrada a Recco, si prosegue lungo la via Aurelia fino a Ruta. Pochi metri prima della galleria si svolta a destra in direzione S.Rocco. Giunti al paese si prosegue a piedi. E' necessaria circa un'ora di cammino per raggiungere la località "Fornelli", indicata dai cartelli con la scritta "Batterie".
La prima costruzione militare che si incontra è una garitta in pietra ricavata in un affioramento di puddinga (roccia sedimenta¬ria, curiosamente formata da sassi arrotondati). Sopra ad essa vi sono i resti di una trincea. Poco oltre è visibile una postazione per un'arma contraerea. Il sentiero quindi si biforca.
Da una parte si scende verso le caserme e le postazioni dei pez¬zi; proseguendo per un centinaio di metri lungo il sentiero principale, si giunge invece a due osservatori.
Un terzo è posto presso il monte Campana, con vista sul versante meridionale del Monte ed era raggiungibile seguendo il disagevole tracciato dell'acquedotto che raggiunge S.Fruttuoso.
Questi erano le uniche costruzioni a prova di bomba, che i progettisti italiani avevano previsto per la batteria. Dopo l'8 settembre però ,l'Organizzazione Todt, lavorò per portare l'intera struttura al livello dei rigidi standard tedeschi. I pezzi da 152\45, posti in impianti singoli scudati, furono protetti dalla costruzione di due casematte in cemento armato con il consueto "fronte a scalinata". Il terzo cannone, fu invece lasciato allo scoperto in modo da conservare il più ampio settore di tiro possibile.
Dietro alle posizioni dei pezzi è situato un sistema di corridoi e di riservette, scavati nella roccia.
Vi sono poi le caserme ed i rifugi antiaerei, in caverna, per la truppa. In uno di questi si può leggere il curioso ammonimento in tedesco "Spiele nicht mit ein Gewer Denn es konnt geladen sein" cioè non giocare col fucile perchè può essere carico!.
Tutta la batteria era organizzata a caposaldo e difesa da un sistema di reticolati e campi minati. Durante un grande incendio, divampato ai primi degli anni '70 sul Promontorio, i quotidiani riferirono la notizia di scoppi delle ultime mine, probabilmente poste in luoghi inaccessibili e mai bonificati dagli artificieri nel dopoguerra.
Per approfondimenti:
Carlo Alfredo Clerici. Le difese costiere italiane nelle due guerre mondiali. Parma: Albertelli Edizioni Speciali, 1996.
Carlo Alfredo Clerici and Eugenio Vajna de Pava, Athanassios Migos. Coastal defences of Genoa during the Second World War. Fort, volume 23, 1995. pp. 111 - 125.
Carlo Alfredo Clerici. La difesa costiera in Italia. Uniformi ed Armi n°25, febbraio 1993.
Carlo Alfredo Clerici. La difesa costiera del Golfo di Genova. Uniformi & Armi, settembre 1994, pp. 35 - 41.
Appunti per la realizzazione di un video sulle fortificazioni di Monte Moro e le batterie costiere a difesa del Golfo di Genova durante la Seconda Guerra Mondiale. Presto sarà realizzato un video di qualità migliore concepito come videguida alla storia di queste installazioni. Per ulteriori informazioni si veda il volume di Carlo Alfredo Clerici "Le difese costiere italiane nelle due guerre mondiali", Albertelli Edizioni Speciali, collana Storia MILITARE, Parma 1996. e l'articolo di Carlo Alfredo Clerici e Eugenio Vajna de Pava, "Coastal defences of Genoa during the Second World War" pubblicato sulla rivista Fort, volume 23, 1995. Con curato da Athanassios Migos. Pag. 111 - 125.
Esposizione di artiglierie dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi, a Milano alla Caserma Santa Barbara di Piazza Perrucchetti. Dal sito http://www.carloclerici.com
- La visita si è tenuta in occasione dell'apertura della caserma il 7 novembre 2009, in occasione della festa delle Forze Armate, quando per una felice tradizione le caserme sono aperte alla visita del pubblico ed è possibile vedere toccare e fotografare i materiali esposti.
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